sabato 10 settembre 2011
Le pareti della solitudine, Tahar Ben Jeollun
Da leggere, questo libro scritto nel 76, una manciata di pagine, schegge che vanno dritte al corpo, che dicono con parole spezzate la fame di tenerezza e di sesso, nella disperazione di un giovane marocchino ebbro di vita, che parla con la sua donna immaginata solo nel fondo della cassa e poi nella stanza chiusa di emigrato dove l'impotenza diventa metafora lancinante, in una città fredda e ostile, fatta di notti di delirio, di lavoro in officina, di morte e di desiderio.
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