venerdì 25 novembre 2011
meno male che c'è la crisi
Meno male che c'è la crisi. Sono contenta. In primo luogo perchè c'è stato un consumismo eccessivo, abbiamo vissuto al di sopra delle nostre possibilità, è ora di fermarsi e di capire che cosa non va, e non sono solo la speculazione o la globalizzazione il problema. Mi viene in mente mia nonna, quando dopo Villa Mirafiori, il primo anno di università, andavo a casa sua e lei mi chiedeva di raccogliere l'acqua di scarico della lavatrice e io mi chiedevo che follia fosse quella: che ci fai nonna con l'acqua di scarico? Lavo gli stracci. Per non sprecare l'acqua. Lei da bambina andava a prenderla al pozzo l'acqua. Era una sarta bravissima, che invidia i vestiti che faceva a mia madre negli anni sessanta. E quando si è sposata mia nonna viveva al ghetto, una stanza in affitto. Il resto in comune. Poi le cose hanno iniziato ad andare meglio. L'Italia si stava riprendendo dal dopoguerra. Il lavoro in banca, la casa. Prima via del corso e poi vicino all'Università. Mio padre quando faceva l'università lavorava per mantenersi agli studi. Noi siamo stati fortunati, ma quando vedo i giovanissimi di oggi non penso lo stesso, loro non sono fortunati, molti di loro almeno, quelli che possono pagarsi i locali e i vestiti firmati e che ricevono in regalo la macchina a diciotto anni. Era ora. Chissà che non si torna a dare importanza alle cose che ce l'hanno. In secondo luogo perchè una politica che si è così squalificata può solo risalire. Nessuno è più credibile. Dai deputati ai ministri. E non vogliamo giovani, ma idioti, alla guida del nostro paese, dal sindaco di Firenze all'ultima giovane promessa della letteratura, che dichiara di aver vinto il premio Strega perchè è giovane e quindi piace (che idiozia, e certo non vale una ceppa come scrittore, ma questa è un'altra storia) questa smania di gioventù mi piace sempre meno. Vogliamo persone che sanno occuparsi del bene pubblico. Con competenza e stile. Punto. E allora evviva la crisi perchè è forse l'unico modo per ripensare il nostro stare al mondo.
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