martedì 29 novembre 2011
Stupidità del TG2: "c'è una sottile differenza tra eutanasia e suicidio assistito".
"c'è una sottile differenza tra eutanasia e suicidio assistito". Lla differenza è abissale, senza dire che sul primo termine è doveroso fare differenze. Perché sotto questa etichetta si vuole far passare anche il rifiuto dell'accanimento terapeutico o, viceversa, si gioca ad assottigliare il confine con il suicidio assistito. Rimane in ogni caso al di sopra di tutto questo il principio dell'accompagnamento alla morte, della cura non come potere costrittivo, la vita a tutti i costi, ma come possibilità di supportare l'ammalato terminale e rendere più breve e più sopportabile il l'ultimo tempo. Non è però questo il caso. Qui si parla di suicidio di una persona malata nell'anima. Il suicidio è un atto estremo, compiuto in uno stato di sofferenza estrema. Nessuna esaltazione, ma neppure il giudizio denigratorio. Solo la distanza è rispettosa dell'altro. E' perciò doveroso il rispetto anche nei confronti dell'atto estremo, compiuto in autonomia, nessuno può giudicare della persona, ma dell'atto, mentre non si capisce questo accanimento che da un lato vuole la vita a tutti i costi, dall'altra esalta l'autonomia sovrana, dimenticando che il proprio dell'umano non è l'autonomia, non da sola, non senza vulnerabilità e dipendenza, si dimentica così, in entrambi i casi, che ci sono sempre la morte e la vita, la morte dentro la vita, la vita oltre la morte.
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